"Some are born great, some achieve greatness, some have greatness thrust upon them...and then there are others".
Questa è la frase che introduce l'agrodolce Harvie Krumpet, un corto animato realizzato con la tecnica dello stop-motion vincitore, nel 2003, dell'Oscar per il miglior film d'animazione.
Prodotto dalla Melodrama Pictures con il supporto di SBS Independent, Film Victoria e dell'Australian Film Commission e scritto, diretto ed animato da Adam Elliot; il film narra semplicemente la storia di un uomo ordinario, Harvie Krumpet appunto, perseguitato dalla sfortuna. Nonostante l'esser nato con la sindrome di Tourette, aver dovuto affrontare la morte precoce dei suoi genitori ed aver fronteggiato un cancro ai testicoli, il protagonista in 3d impara - in questi 22 minuti di video mai retorici, malinconici e divertenti allo stesso tempo - ad amare la vita e le sue stramberie, assaporando tutto ciò che offre. Ad esempio, lo scorrazzare nudi in giro per una casa di riposo.
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venerdì 5 novembre 2010
Fakts of life
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venerdì 29 ottobre 2010
Album 2.0: dopo gli Arcade Fire è la volta di Kanye West
Vi ricorderete sicuramente The Wilderness Downtown, il recente esperimento di promozione per il nuovo album, tramite google chrome, operato da parte dei canadesi Arcade Fire.
Beh, solo bazzecole per Kanye West. My Beautiful Dark Twisted Fantasy, ultimo lavoro dell'americano, presentato alle masse con un piccolo ma grande video, quello di Power, ha ora il suo battesimo finale con un cortometraggio di circa 35 minuti.
Runaway è diretto dallo stesso West, il quale ha tratto, a dir suo, ispirazione da Federico Fellini, Stanley Kubrick e Karl Lagerfeld. Punta in alto il ragazzo. Nel video oltre a ballerine di danza classica, donne piumate e ignude, nonché un numero spropositato di incappucciati alla Klu Klux Klan, faranno da colonna sonora anche altre tracce dell'album.
Per chi volesse la versione mini, può recarsi qui. Chi invece preferisce avventurarsi nell'intera opera prima del rapper-regista prema play qui sotto. A voi il giudizio su quanto stia aumentando anno in anno la sua spocchia.
Beh, solo bazzecole per Kanye West. My Beautiful Dark Twisted Fantasy, ultimo lavoro dell'americano, presentato alle masse con un piccolo ma grande video, quello di Power, ha ora il suo battesimo finale con un cortometraggio di circa 35 minuti.
Runaway è diretto dallo stesso West, il quale ha tratto, a dir suo, ispirazione da Federico Fellini, Stanley Kubrick e Karl Lagerfeld. Punta in alto il ragazzo. Nel video oltre a ballerine di danza classica, donne piumate e ignude, nonché un numero spropositato di incappucciati alla Klu Klux Klan, faranno da colonna sonora anche altre tracce dell'album.
Per chi volesse la versione mini, può recarsi qui. Chi invece preferisce avventurarsi nell'intera opera prima del rapper-regista prema play qui sotto. A voi il giudizio su quanto stia aumentando anno in anno la sua spocchia.
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giovedì 28 ottobre 2010
La strage di Nassyria raccontata da chi l'ha vissuta: è il film 20 Sigarette, di Aureliano Amadei
20 Sigarette altro non è che la storia realmente vissuta da Aureliano Amadei, che un giorno si è visto proporre un lavoro in Iraq al seguito del regista Stefano Rolla e che in Iraq ci è rimasto, appunto, il tempo di 20 sigarette. Aureliano, infatti, è stato l'unico civile a sopravvivere alla strage di Nassiriya il 12 Novembre 2003.
Parlando del suo film alla stampa Amadei ha detto: "20 Sigarette è il frutto di una lunga elaborazione dell'esperienza più atroce della mia vita, nel tentativo di trarne qualcosa di costruttivo. Una tale elaborazione comprende tutti gli aspetti dell'esistenza e mi spinge a raccontare, oltre all'attentato in sé, la persona che ero prima, la persona che sono ora, l'umanità che ho incontrato in questa avventura, i sentimenti.Sì, perché si tratta di un film di sentimenti, più che di guerra".
Il 18 ottobre presso la Cineteca di Bologna è stato presentato il film "20 sigarette", vincitore del premio Controcampo alla 67esima Mostra del cinema di Venezia, seguito da un incontro con lo stesso Amadei.
Il regista parla a ragion veduta di film di sentimenti: vuoi per l'inizio che può sembrare “leggero”, da commedia generazionale con tanto di risatine a denti stretti per le situazioni proposte e la caratterizzazione dei personaggi (ci riconosci i “coatti” romani, gli attivisti dei centri sociali forse troppo convinti, fino ad arrivare ad un live dei Cor Veleno: cose familiari ad un venti-trentenne con una cultura media – non quella televisiva, per intenderci); vuoi per il lato umano dei militari mostrato dal regista, che nel breve arco di tempo era anche diventato amico di qualcuno di loro; vuoi per il cambio drastico e drammatico di tono quando si arriva al momento dell'attentato. Stacco voluto, preciserà il regista durante l'incontro con il pubblico: “Se inizialmente, tu spettatore hai pensato che fosse un filmetto scanzonato da poco, la botta della scena dell'attentato ti da una doppia scossa: quella del dramma che un momento così giustamente suggerisce, e un senso di colpa per aver giudicato troppo frettolosamente in precedenza”. E continua: “infatti il film è giocato tutto sul senso di colpa: il tema è questo”.
Il senso di colpa dello spettatore si ricollega a quello più “macro” che si prova a far parte di una società che promuove la guerra; senso di colpa per i civili rimasti uccisi ma anche verso le vittime militari, causate da meccanismo complesso e subdolo intrecciato con i meccanismi della società occidentale - e qui, il regista sfocia in temi che andrebbero approfonditi per ore e che il pubblico, a giudicare dalle domande poste in sala, non ha né la voglia né la profondità adeguata per ascoltare. Un 15enne chiede di vedere il tatuaggio che si intravede sull'avambraccio del protagonista nella scena dell'attentato: "in ogni caso nessuno rimorso" con la "a" cerchiata, e Amadei è costretto ad ammettere che non ce l'ha davvero, ma che è un omaggio al romanzo di Pino Cacucci; una ragazza gli chiede se ha ancora gli attacchi di panico, un'altra se si ricorda ancora il volto del bambino morto che è stato caricato sullo stesso camion che lo ha portato in ospedale. Amadei glissa con nonchalanche e riesce a dire quello che vuole dire lui senza soddisfare la curiosità morbosa, poi raccoglie il suo bastone (dell'attentato ha conservato una caviglia maciullata, un timpano perforato e svariate schegge sparse per il corpo) e quando usciamo è ancora fuori dalla sala a rispondere ad altre domande. LAURA & CARLOTTA.
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